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VENEZIA 83, CINQUE SGUARDI ITALIANI IN CORSA PER IL LEONE D’ORO

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Il cinema italiano torna a occupare un posto di primo piano alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, al via il 2 settembre. Sono cinque i film italiani in concorso per il Leone d’Oro, affidati a registi molto diversi per sensibilità e linguaggio: Nanni Moretti, Marco Bechis, Edoardo De Angelis, Andrea Pallaoro e Paolo Strippoli.

Una presenza che conferma la vitalità del cinema d’autore italiano e che attraversa generi e atmosfere differenti: dal racconto sentimentale alla memoria della dittatura argentina, dal dramma familiare al soprannaturale fino all’horror psicologico.

Il ritorno di Nanni Moretti

Il nome più atteso è quello di Nanni Moretti, che torna in concorso al Lido dopo 37 anni. L’ultima partecipazione risale al 1989, quando Palombella rossa fu al centro di polemiche per la sua esclusione dal concorso.

Questa volta Moretti presenta Succederà questa notte, un film lontano dalla dimensione politica che ha caratterizzato parte della sua produzione. L’opera prende liberamente spunto da alcuni racconti di Eshkol Nevo raccolti in Legami e mette al centro la relazione tra Greta e Matteo, interpretati da Jasmine Trinca e Louis Garrel.

Sono due persone che continuano a incontrarsi, ma sempre nel momento sbagliato: un amore fatto di coincidenze, distanze e occasioni mancate.

Pallaoro e la storia di fantasmi di Bertolucci

Tra le opere italiane più particolari c’è anche The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, tratto dall’ultima sceneggiatura scritta da Bernardo Bertolucci, mai trasformata in film dal grande regista.

La vicenda si svolge principalmente all’interno di un appartamento e assume i contorni di una vera e propria “storia di fantasmi”. Al centro c’è Leo, interpretato da Luca Marinelli, produttore musicale inquieto, artista irrisolto e dipendente dalla cocaina. Nella sua vita entra Anne, interpretata da Alicia Vikander, una fisioterapista che cerca di curare non soltanto il suo corpo, ma anche le sue inquietudini.

A completare il triangolo c’è Ava, una grande star della musica interpretata da Susan Sarandon, che frequenta l’appartamento mentre lavora a quello che potrebbe diventare il suo ultimo album.

Il passato torna a Buenos Aires

Con Ritorno a Buenos Aires, Marco Bechis torna invece a confrontarsi con una delle pagine più dolorose della storia argentina. A trent’anni di distanza da Garage Olimpo, il regista riporta sullo schermo gli orrori della dittatura militare.

Il protagonista, interpretato da Adriano Giannini, è un ex internato che torna nella capitale argentina per testimoniare al processo contro gli ex militari responsabili del suo sequestro, delle torture e della sua riduzione in schiavitù.

Il viaggio diventa così un confronto con una memoria che non è mai davvero scomparsa: il passato ritorna attraverso gli incubi, le testimonianze e le ferite ancora aperte.

Una famiglia italiana tra comicità e conflitto

Decisamente diverso il tono de Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis, tratto dal romanzo omonimo di Antonio Franchino.

L'ambientazione è una casa borghese milanese. Antonio, interpretato da Lino Musella, è un editor politicamente corretto che vede improvvisamente irrompere nella propria vita la madre, interpretata da Vanessa Scalera.

Il film è stato descritto come una sorta di “Natale in casa Cupiello 3.0”: dietro la comicità e le tensioni familiari emerge il ritratto di una madre possessiva e ostile, ma anche quello di una particolare identità napoletana dalla quale i figli hanno cercato di allontanarsi trasferendosi al Nord.

L’orrore nascosto nella vita quotidiana

A chiudere il quintetto italiano è L’estranea, opera del giovane Paolo Strippoli, 33 anni, che sceglie la strada del soft horror.

La protagonista è una madre, interpretata ancora da Jasmine Trinca, che confessa alla figlia, interpretata da Romana Maggiora Vergano, di non conoscere davvero la storia della propria famiglia. Dietro i misteri del passato compare una figura inquietante, “l’estranea” del titolo, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi.

Strippoli costruisce un horror senza puntare sugli effetti speciali. L'inquietudine nasce piuttosto dalle relazioni, dai segreti e dalla quotidianità, dimostrando come l’elemento perturbante possa essere già presente nella vita reale.

Un’Italia d’autore anche fuori concorso

La presenza italiana al Lido non si esaurisce nei cinque film in competizione per il Leone d’Oro. Fuori concorso arrivano infatti anche Dio Ride di Giovanni Veronesi, Nessun Dolore di Gianni Amelio e Scherzetto di Mario Martone.

La Venezia cinematografica si prepara dunque a raccontare un’Italia capace di muoversi tra generazioni e linguaggi diversi. Amore, memoria storica, conflitti familiari e paura diventano strumenti attraverso i quali i registi osservano il presente e, allo stesso tempo, fanno dialogare il cinema contemporaneo con la tradizione dell’autorialità italiana.

Cinque film, cinque visioni e una stessa sfida: conquistare il pubblico e la giuria della Mostra, portando ancora una volta il cinema italiano al centro della scena internazionale.

01/09/2026

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