Il mondo del cinema italiano è a un passo da una delle riforme più significative degli ultimi anni. La Commissione Cultura della Camera ha approvato all'unanimità il testo unificato della nuova legge sul cinema e sull'audiovisivo, un provvedimento che punta a ridisegnare l'intero sistema di sostegno pubblico al settore, introducendo nuovi organismi di governo, strumenti di programmazione e misure per rendere più efficiente la gestione delle risorse.
L'approvazione rappresenta un passaggio politico tutt'altro che scontato. Il testo nasce infatti dalla convergenza tra le proposte della maggioranza e dell'opposizione: da un lato la delega al Governo presentata dal presidente della Commissione Cultura Federico Mollicone, dall'altro la proposta del Partito Democratico, prima firmataria la segretaria Elly Schlein, che introduce l'istituzione della nuova Agenzia per il cinema e l'audiovisivo.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni hanno sottolineato il valore del voto unanime, evidenziando come, in questa occasione, "l'interesse generale del settore" abbia prevalso sulle differenze politiche. Un riconoscimento condiviso anche dalle forze di opposizione, che hanno accolto positivamente il risultato raggiunto.
Una nuova architettura per il cinema italiano
Il cuore della riforma è rappresentato dalla nascita di due nuovi organismi destinati a modificare profondamente la governance del comparto.
Il primo è il Forum del cinema e dell'audiovisivo, che sostituirà l'attuale Consiglio Superiore del Cinema e dell'Audiovisivo. Avrà funzioni consultive e di monitoraggio delle politiche pubbliche e sarà composto da esperti nominati dal Ministero della Cultura, rappresentanti delle Regioni e delle principali categorie professionali: autori, lavoratori dello spettacolo, produttori indipendenti, esercenti, piattaforme digitali e settore dei videogiochi.
La principale novità è però l'istituzione dell'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo, un ente dotato di piena autonomia organizzativa, finanziaria e gestionale che assumerà le funzioni operative oggi svolte dalla Direzione generale Cinema del Ministero della Cultura. Al Mic resteranno le competenze di indirizzo politico, vigilanza strategica e attività ispettive.
L'Agenzia gestirà i fondi destinati al settore, coordinerà le risorse pubbliche, favorirà l'accesso al credito per le imprese cinematografiche e audiovisive e curerà i rapporti con le Film Commission regionali. Sarà guidata da un direttore nominato dal ministro della Cultura con il parere del Parlamento e affiancato da un consiglio di amministrazione e da un collegio dei revisori.
Una delega per ripensare l'intero sistema
Con l'entrata in vigore della legge, il Governo avrà due anni di tempo per adottare i decreti legislativi necessari a completare la riforma.
Tra gli obiettivi più rilevanti figura la nascita di un Polo Nazionale del Cinema e dell'Audiovisivo, nel quale confluiranno anche due istituzioni simbolo della cultura cinematografica italiana: Cinecittà e il Centro Sperimentale di Cinematografia.
La riforma introduce inoltre una programmazione triennale delle politiche di settore, almeno due finestre annuali per l'erogazione dei contributi pubblici, una nuova organizzazione del Fondo per il cinema e l'audiovisivo e la figura del "responsabile dei crediti d'imposta", pensata per rendere più trasparente ed efficace il sistema dei tax credit.
Sale cinematografiche, produzione indipendente e welfare
Il provvedimento non riguarda soltanto gli aspetti amministrativi, ma interviene anche sul sostegno economico al comparto.
Sono previste nuove misure per incentivare le sale cinematografiche, rafforzare la produzione indipendente e riequilibrare il rapporto tra contributi automatici, finanziamenti selettivi e incentivi fiscali.
Particolare attenzione viene dedicata ai lavoratori dello spettacolo, una delle categorie più esposte alla precarietà. La delega prevede infatti il riordino degli strumenti previdenziali e assistenziali, la revisione degli ammortizzatori sociali e l'avvio della sperimentazione dell'indennità di discontinuità. A ciò si aggiunge l'istituzione di un Fondo destinato ai lavoratori dello spettacolo in emergenza pensionistica, con una dotazione complessiva di 10 milioni di euro l'anno nel periodo 2027-2030.
Più qualità nella selezione dei progetti
Tra le innovazioni compare anche una Commissione incaricata della valutazione delle opere e dei progetti cinematografici e audiovisivi. Il nuovo organismo avrà il compito di selezionare le produzioni che potranno beneficiare dei contributi del Fondo per il Cinema e l'Audiovisivo, con l'obiettivo di rendere più trasparenti e qualificati i processi di assegnazione delle risorse.
Una riforma attesa dal settore
L'approvazione unanime del testo rappresenta un segnale importante per un comparto che negli ultimi anni ha vissuto profonde trasformazioni, tra la crescita delle piattaforme digitali, la ridefinizione del mercato delle sale e la necessità di sostenere una produzione nazionale sempre più competitiva sul piano internazionale.
Il percorso parlamentare non è ancora concluso: dopo il passaggio previsto in Aula alla Camera, il provvedimento approderà al Senato. Ma il consenso trasversale raccolto finora lascia intravedere la possibilità che il cinema italiano possa presto contare su una nuova cornice normativa, pensata per coniugare valorizzazione culturale, sostenibilità economica e innovazione industriale.
23/07/2026







Inserisci un commento