Il caso che ha coinvolto il Premio Strega si chiude senza esclusioni: Michele Mari resta ufficialmente in gara. A stabilirlo è la Fondazione Bellonci, che ha chiarito come il regolamento del premio non preveda né la squalifica né il ritiro forzato di un autore.
Una decisione che spegne sul piano formale la polemica, ma che lascia aperto un confronto acceso nel mondo della letteratura italiana.
Il nodo del regolamento
Dopo giorni di tensione e discussioni, la Fondazione ha ribadito un punto centrale: lo Strega è una competizione tra opere e non tra autori, e la selezione finale è affidata ai 460 “Amici della Domenica”, la giuria storica del premio.
Per questo motivo, non esiste alcuna procedura che consenta l’esclusione di un finalista per comportamenti o dichiarazioni personali.
La linea ufficiale è stata sintetizzata in un invito chiaro: “La parola torni ai libri”.
Le polemiche e le dichiarazioni contestate
Al centro del caso alcune frasi attribuite allo scrittore Michele Mari nei confronti della scrittrice scomparsa Michela Murgia, riportate da indiscrezioni giornalistiche. Dichiarazioni che hanno suscitato forte reazione nel mondo culturale e sui social.
Mari ha respinto la ricostruzione, parlando di “voci incontrollate” e negando di aver mai fatto riferimento all’aspetto fisico della scrittrice. L’autore ha inoltre precisato che si sarebbe trattato di un episodio privato legato a una vecchia incomprensione, già chiarita con le persone coinvolte.
Un mondo letterario diviso
Nonostante la posizione della Fondazione e le smentite dell’autore, il caso ha aperto una frattura nel dibattito culturale.
Tra le voci critiche, la scrittrice Lidia Ravera ha definito le frasi attribuite a Mari “gravi come chiacchiere da bar”, sottolineando come il confronto non riguardi solo le persone coinvolte, ma anche il rispetto per la figura di Michela Murgia e per il valore delle parole nel discorso pubblico.
Il peso delle parole nella cultura contemporanea
La vicenda riporta al centro un tema sempre più presente nel mondo culturale: il confine tra libertà espressiva, responsabilità pubblica e reputazione degli autori.
Nel caso dello Strega, uno dei premi letterari più importanti in Italia, la questione si intreccia con la natura stessa del riconoscimento, che valuta opere ma inevitabilmente si confronta con la figura degli scrittori che le firmano.
“La parola torni alla letteratura”
Con la chiusura formale del caso, la Fondazione Bellonci prova ora a riportare l’attenzione sul piano letterario, evitando che la polemica oscuri la competizione in corso.
Ma il dibattito resta aperto: tra chi chiede una maggiore attenzione alla dimensione etica degli autori e chi difende la separazione tra opera e persona, il Premio Strega 2026 si trova già al centro di una discussione che va oltre i libri.
E che, probabilmente, non si chiuderà così in fretta.
21/06/2026







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