La Biennale di Venezia conferma Willem Dafoe nel ruolo di direttore artistico del settore Teatro anche per il biennio 2027-2028. La decisione arriva dal Consiglio di Amministrazione della Biennale, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco, proprio nel giorno di chiusura dell’edizione 2026.
Un’edizione che ha registrato circa 10mila presenze e sale quasi sempre piene, con un tasso di occupazione vicino al 90%.
Un teatro fatto di ricerca e coralità
Sotto la direzione di Dafoe, la Biennale Teatro ha puntato su un’idea di scena come spazio collettivo, dove il corpo, la presenza e la relazione tra attori e pubblico tornano al centro.
Secondo il presidente Buttafuoco, il lavoro dell’attore statunitense ha portato a Venezia “ricerca, tradizione, rito e cura”, evitando la spettacolarizzazione e privilegiando invece un teatro più essenziale e condiviso.
Le parole di Dafoe
Dafoe ha accolto la riconferma dichiarandosi “grato per l’opportunità di continuare il lavoro” e sottolineando il valore dell’esperienza collettiva come cuore del teatro.
Per il direttore artistico, il palcoscenico resta uno spazio in cui l’arte non ha necessariamente un obiettivo unico, ma nasce da un impulso creativo che si realizza nell’incontro tra persone.
Una Biennale sempre più partecipata
L’edizione 2026 si chiude quindi con un bilancio positivo non solo in termini di pubblico, ma anche di identità artistica: una Biennale che ha cercato di ridurre le distanze tra scena e spettatore, puntando su un teatro vissuto come esperienza condivisa.
Con la conferma per il 2027-2028, il percorso avviato a Venezia proseguirà all’insegna della continuità e della ricerca.
21/06/2026








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