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TORINO CELEBRA MARISA MERZ E ALBERTO SAVINIO:DUE GRANDI RETROSPETTIVE RACCONTANO L’ARTE DEL NOVECENTO

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Dal Castello di Rivoli alla Fondazione Merz, fino alla Pinacoteca Agnelli, la città propone due importanti percorsi espositivi dedicati alla ricerca artistica, alla sperimentazione e agli immaginari di due protagonisti della cultura italiana.

Torino si prepara a diventare uno dei principali punti di riferimento per l’arte contemporanea e moderna con due grandi progetti espositivi dedicati a Marisa Merz e Alberto Savinio. Due artisti profondamente diversi, accomunati dalla capacità di superare i confini tradizionali delle discipline e di costruire linguaggi personali, capaci di dialogare con il proprio tempo.

Dal 29 ottobre al 4 aprile, il centenario della nascita di Marisa Merz sarà celebrato attraverso una retrospettiva articolata in tre sedi: il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, la Fondazione Merz e la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino. Il progetto, intitolato Marisa Merz – La danza delle ore, è realizzato con il sostegno della Fondazione CRT.

A completare il panorama espositivo torinese sarà Alberto Savinio. Souvenir, in programma dal 30 ottobre al 4 aprile alla Pinacoteca Agnelli. La mostra rappresenta la prima grande retrospettiva istituzionale dedicata all’artista e riunisce circa 75 opere tra dipinti e disegni.

Marisa Merz, l’arte come esperienza quotidiana

Con La danza delle ore, il pubblico è invitato a ripercorrere l’evoluzione artistica di Marisa Merz, figura centrale dell’arte italiana del secondo Novecento e protagonista dell’ambiente dell’Arte Povera.

Il progetto si sviluppa attraverso tre sedi, ciascuna chiamata ad approfondire aspetti specifici della sua ricerca. Al centro del percorso ci sono il processo creativo, la sperimentazione sui materiali e il rapporto tra arte e vita quotidiana.

Nell’universo di Merz, anche i gesti più semplici e gli oggetti familiari possono trasformarsi in occasioni di ricerca. La casa diventa uno spazio di sperimentazione, quasi un laboratorio alchemico, mentre il tempo quotidiano si trasforma in una dimensione nella quale l’opera prende forma e si modifica.

La mostra affronta inoltre il tema dello spazio, inteso non soltanto come luogo fisico, ma anche come dimensione interiore e metafisica. Una prospettiva che permette di avvicinarsi alla poetica dell’artista attraverso un insieme significativo di lavori, tra cui alcune opere inedite.

Il centenario diventa così l’occasione per rileggere una ricerca originale, nella quale materiali, forme e gesti assumono significati che vanno oltre la loro funzione immediata.

Alberto Savinio, un immaginario tra mito e ironia

Dalla sperimentazione di Marisa Merz si passa all’universo ricco e visionario di Alberto Savinio, protagonista di una stagione culturale in cui pittura, letteratura, musica e teatro si incontrano e si influenzano reciprocamente.

Curata da Sarah Cosulich e Pietro Rigolo, la retrospettiva Alberto Savinio. Souvenir riunisce circa 75 dipinti e disegni, offrendo una rilettura della sua produzione pittorica dagli anni Venti ai primi anni Cinquanta.

Artista poliedrico, Savinio ha costruito un linguaggio riconoscibile, nel quale il mito classico si intreccia con la memoria, l’ironia e l’invenzione. Le sue opere invitano a entrare in un mondo immaginativo in cui figure, simboli e riferimenti culturali si combinano in modi inattesi, mettendo in discussione le convenzioni della rappresentazione.

Il titolo Souvenir suggerisce un percorso attraverso immagini e ricordi, ma anche attraverso le molteplici suggestioni che alimentano la ricerca dell’artista. La pittura diventa uno strumento per trasformare esperienze, riferimenti letterari e visioni in un universo autonomo, sospeso tra realtà e immaginazione.

L’esposizione alla Pinacoteca Agnelli offrirà dunque l’opportunità di riscoprire la complessità di una personalità che ha attraversato diversi ambiti creativi, senza lasciarsi rinchiudere in una sola definizione artistica.

Due percorsi, una città al centro della cultura

Le mostre dedicate a Marisa Merz e Alberto Savinio propongono due modi differenti di intendere l’arte. Da una parte, una ricerca attenta ai materiali, ai processi e alla dimensione intima del quotidiano; dall’altra, un immaginario pittorico alimentato da miti, ricordi e contaminazioni tra linguaggi.

Entrambi i progetti, tuttavia, mostrano come l’opera d’arte possa nascere dalla capacità di osservare il mondo da prospettive inedite e di trasformare esperienze personali in forme universali.

Con queste due retrospettive, Torino rinnova il proprio ruolo nel panorama culturale italiano, valorizzando figure che hanno contribuito a ridefinire il linguaggio artistico del Novecento. Un doppio appuntamento che offre al pubblico non soltanto l’occasione di ammirare opere importanti, ma anche quella di approfondire due percorsi creativi capaci di continuare a interrogare il presente.

29/10/2026

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