La ricerca artistica di Tobia Ravà all'interno de "Lo spirito delle parole tra arte e Kabbalah".
Domani alle ore 21:30, al Palazzo Mediceo di Seravezza, sarà lui il protagonista.
In concomitanza con l'esposizione “Memorie d’Infinito” Ravà parlerà del suo obiettivo.
Quello di immortalare nelle opere i valori legati alla bellezza e al rispetto dell’ambiente, ma anche storia e sapere.
Le sue realizzazione riportano un reticolato di numeri e lettere ebraiche che può essere letto in rapporto alla ghematrià (“gimatreya”) e alla kabbalah (“ricezione”).
Due elementi chiave nella realizzazione di Ravà tanto quanto nei suoi studi.
Il percorso simbolico che ne nasce è unico nel suo genere e permette di confutare lettere in numeri in uso fin dall’antichità nell’alfabeto ebraico; ad ogni successione alfabetica corrisponde in tal modo una somma aritmetica.
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