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Intervista a Eleonora Giurgevich

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1. Harold affronta il tema del riscatto personale: da dove nasce l’idea di raccontare una storia così fortemente legata alla libertà individuale?

Il tema principale del mio romanzo Harold è il riscatto, inteso sia come un riscatto dei personaggi nei confronti di se stessi che nei confronti della società. In quest'epoca in cui il senso del dovere verso lo studio e il lavoro prevale sulle passioni personali, ho voluto dare spazio all'importanza di portare avanti ciò che ci rende vivi.

Nel romanzo si parla di arte e poesia come simboli di libertà e sviluppo individuale. Essendo anche io pittrice e poetessa, ho potuto sperimentare in prima persona quanto queste due attività possano aiutare a comunicare meglio il nostro mondo interiore.

2. Perché ha scelto di ambientare il romanzo nell’Inghilterra di fine Ottocento? Cosa le ha permesso questo contesto storico in termini narrativi?

Il mio romanzo Harold è ambientato alla fine dell'Ottocento in Inghilterra, più precisamente in un paesino vicino Londra chiamato Tenterten. Ho scelto questo periodo storico perché ci sono molto legata: i romanzi di Jane Austen e i primi classici che ho letto da adolescente appartengono a quell'epoca. L'ho sempre immaginato come un periodo storico caratterizzato da molto tempo libero per pensare, per essere. L'Inghilterra poi è un paese che mi affascina: i modi aristocratici mescolati ai paesaggi mozzafiato mi hanno accompagnato nella lettura per anni e hanno creato un immaginario potente.

Nella vita di tutti i giorni, per le donne dell'epoca c'erano sicuramente molti balli e tè pomeridiani a cui partecipare, ma è anche vero che bisognava adeguarsi agli standard imposti dalla società e dalla famiglia. In questo contesto si collocano i matrimoni combinati e la poca libertà di espressione.

Ed è qui che nascono le tre protagoniste: le sorelle Richardson. Meredith, Catherine ed Emily sono alla continua ricerca di se stesse e della propria libertà di espressione. Catherine la trova nella pittura, Emily nella poesia e Meredith in una ricerca di un amore perfetto.

3. Catherine è una protagonista combattuta tra dovere e desiderio: quanto c’è di universale, secondo lei, nel suo conflitto interiore?

Catherine è una ragazza sensibile alle emozioni proprie e altrui, alla continua ricerca di un modo di esprimersi. Trova nella pittura ad olio la maniera di raccontare quello che sente dentro. Tuttavia, non è un'attività gradita alla sua famiglia in quanto, secondo il loro modo tradizionale di vedere la vita, non è un'attività che nobilita una signorina di buona società come lei. La ragazza quindi è costretta a rinunciare alla sua passione per il dovere nei confronti della famiglia e della società. Tuttavia, questa privazione la spegne. È con il ritorno del cugino dalla Francia che qualcosa cambia. Infatti, lui le fa un regalo inaspettato: le regala un set di pittura e la porta a dipingere en plein air. Da questo momento in poi il conflitto interiore di Catherine aumenta: è divisa tra gli obblighi imposti dalla famiglia, e il desiderio di stare bene e di essere se stessa.

Questo è un discorso che si può attualizzare a qualsiasi epoca e società: l'eterno conflitto tra ciò che si deve fare per portare avanti la propria vita ogni giorno e ciò che realmente si vorrebbe fare, ma che magari non porta a un mezzo di sostentamento. È un tema che ognuno di noi ha affrontato almeno una volta nella vita e ne avrà tratto delle diverse conclusioni: chi si sarà orientato solo verso il dovere e chi verso le passioni. Non c'è una strada giusta o sbagliata in generale: ciò che rende corretta una scelta è se ci fa stare bene.

4. La pittura è un elemento centrale del romanzo: rappresenta solo una passione o diventa un simbolo più profondo per Catherine?

L'arte è un mezzo per esprimere il proprio io, le proprie emozioni e la propria personalità. Molte volte invece è di per sé un viaggio introspettivo: attraverso l'atto creativo rispondiamo a domande profonde del nostro essere. Catherine mentre dipinge cerca di raffigurare la realtà per come la vede lei. L'arte la aiuta a far vedere agli altri, e molte volte a se stessa, il mondo attraverso i suoi occhi. Man mano che prende mano con la tecnica e le diventa spontaneo l'atto del dipingere, la pittura diventa uno strumento di ribellione verso la società così dominata dalla concretezza e dal buon costume, una società che non accetta chi desidera vivere diversamente dalle etichette imposte, dai percorsi già stabiliti.

5. Il personaggio di Harold è particolarmente affascinante: cosa rappresenta davvero per la protagonista?

Il personaggio di Harold è una scoperta che invito il lettore a portare avanti in autonomia. L'interpretazione del suo personaggio e delle sue azioni all'interno del romanzo è un viaggio che dev'essere sviluppato inserendo la propria storia personale, le proprie vicissitudini.

Quello che posso dire è che è anche lui un pittore, un impressionista che dipinge en plein air. È un personaggio che compare pian piano nel romanzo e sarà vicino a Catherine nei suoi momenti più bui, ma sarà anche pronto a gioire con lei. È una figura che accompagnerà anche i lettori in un percorso introspettivo alla ricerca del proprio vero io e lo spingerà a interrogarsi su questioni profonde.

6. Il rapporto tra Catherine e il giovane lord Forester è segnato da incomprensioni e timing sbagliati: quanto conta, secondo lei, il “momento giusto” nelle scelte di vita?

Nel romanzo Harold l'amore è un tema centrale. Le tre sorelle Richardson si interrogano a lungo sull'argomento, sul vero amore e sull'esistenza dell'anima gemella. Crescendo, vedono sfumare l'illusione di trovare la loro anima gemella in quanto costrette ad accettare matrimoni combinati.

Catherine non può sfuggire con l'arte dalla sua epoca. Le viene imposto un matrimonio con un anziano duca e lei non può che accettare. Tutti attorno a lei vedono questa unione come un'opportunità unica e una svolta nella sua vita. Ma lei non vede altro che l'ennesima imposizione che le viene fatta. Sarà proprio nel momento in cui si vede persa, che farà la comparsa un giovane lord che potrebbe sconvolgere la sua vita e cambiarla in meglio, se lei sarà disposta ad accettarlo.

Le opportunità nella vita ci sono e si palesano. Sta a noi essere aperti a vederle e lasciarle entrare nella nostra vita. Successivamente si potrà decidere se seguirle o meno.

7. Le tre sorelle incarnano tre percorsi diversi: Catherine, Meredith ed Emily. Sono tre possibilità di destino femminile? Come le ha costruite?

Le sorelle Richardson affrontano in modo diverso la realtà in cui vivono, cercando di riscattarsi e di seguire ciò che la fa stare bene.

Catherine come abbiamo visto trova conforto e possibilità di espressione nella pittura. Emily invece è una ragazza introspettiva a cui piace pensare e fare riflessioni. Si affida alla poesia come mezzo di autoanalisi. All'interno del romanzo sono presenti alcune sue poesie e si vede come attraverso queste riesca a raccontare la sua realtà. Spingerà anche Catherine a sperimentare questo mezzo espressivo, spunto che la sorella coglierà con piacere. Meredith è la sorella maggiore, quella più attaccata all'epoca in cui vive e quella che meno riesce a cercare la sua libertà espressiva. È alla continua ricerca di un buon partito, senza riuscire a scegliere perché nemmeno lei sa che cosa vuole.

Le tre sorelle rappresentano vari modi in cui le donne di quell'epoca potevano vincere le convenzioni sociali e svilupparsi interiormente. Allo stesso tempo, sono anche vittime del proprio tempo e su molte cose non riusciranno a riscattarsi.

Essendo io stessa pittrice e poetessa, ho voluto identificare due delle protagoniste con queste passioni.

8. Meredith sceglie la sicurezza sociale, mentre Emily trova espressione nella poesia: quale delle due sente più distante o più vicina alla sua sensibilità?

All'interno del romanzo Harold sono presenti ampi approfondimenti sui sentimenti e sulle emozioni dei personaggi, andando in profondità per analizzare l'animo umano. Questo è un modo espressivo che mi è venuto naturale riportare in quanto è il metodo con cui io stessa analizzo la realtà che mi circonda. Essendo anche io poetessa come Emily, la trovo più vicina alla mia sensibilità. Meredith invece è il personaggio che meno trova identificazione nelle mie attività artistiche.

9. Il tema delle aspettative familiari e sociali è molto forte nel romanzo: pensa che, seppur in forme diverse, sia ancora attuale oggi?

All'interno del romanzo Harold, le sorelle Richardson sono fortemente influenzate dalle aspettative: devono avere un buon partito, devono saper suonare il pianoforte, devono apparire curate e devono saper fare una buona conversazione. Non è previsto che escano da questi binari e, se lo fanno, vengono ripudiate o umiliate.

Parallelamente, nella nostra epoca le aspettative guidano le nostre azioni fin dalla scelta della scuola, dell'università e poi del lavoro. Si sceglie in base ad aspettative della famiglia e della società, inseguendo un modello che è considerato da imitare. A differenza dell'Ottocento, tuttavia, si ha molta più libertà di scelta del proprio destino. Ed è proprio questa libertà che cozza con le aspettative creando delusione forse persino maggiore rispetto a quello che avrebbero potuto generare le sorelle Richardson.

10. La dimensione artistica è centrale in Harold: quanto questo libro è lo specchio della sua visione creativa più ampia?

All'interno del romanzo Harold ho riportato due mie attività creative: la pittura e la poesia. Sono venuta a contatto con la pittura con l'impressionismo e non l'ho più abbandonata. Sono autodidatta e tutto quello che so lo devo all'esperienza sul campo. Negli ultimi due anni ho realizzato quasi cento dipinti, ho realizzato la mia prima mostra personale e ho partecipato a diverse mostre collettive nella città di Trieste. Ho quindi usato Catherine per rappresentare questa mia parte artistica.

Emily raffigura invece la parte letteraria.

Attorno al mio romanzo sto realizzando un progetto artistico in cui porto su tela alcune scene descritte nel romanzo: trovate tutto sul mio sito web www.eleonoragiurgevich.com.

Visto che sono anche fotografa, ho realizzato un progetto audiovisivo in cui leggo alcuni passaggi del romanzo e lo trovate su YouTube sul mio canale: Dimensione Eleonora.

11. Che cosa vorrebbe che i lettori portassero a casa dopo aver letto Harold?

Il mio romanzo lo dedico a tutte le persone che hanno un sogno nel cassetto e che anziché agire, lo lasciano affondare inesorabilmente nel legno. Tutti noi abbiamo una fiammella dentro che ci rende vivi, che ci spinge ad agire verso azioni che ci fanno stare bene. Prediligere queste attività, nonostante richieda tempo che molte volte non abbiamo, sacrifici e rinunce, è l'unico dovere verso noi stessi.

Tramite la lettura del mio romanzo vorrei quindi che passasse il concetto che tutti abbiamo il dovere di alimentare questa fiammella e ottenere il riscatto completo verso noi stessi e la società.

12. Essendo questo il suo primo romanzo, com’è stato il passaggio dall’idea alla pubblicazione? E cosa ha significato per lei vedere Harold prendere vita davanti ai lettori?

Sono partita da un sogno: ho sognato il personaggio di Harold e la sua evoluzione all'interno del romanzo. Successivamente ho scritto accanto al numero dei capitoli, che sapevo essere 24, una frase per delineare l'avvenimento principale. E poi basta. Non ho fatto uno schema dei personaggi né altro: volevo vivere con i personaggi e vederli crescere e maturare pagina dopo pagina.

Gran parte del romanzo l'ho scritta in treno, facendo spola tra Trieste e Venezia dove ho conseguito la Laurea Magistrale. Ho impiegato due anni e mezzo a scrivere. E un anno a leggerlo e correggerlo.

Poi mi sono messa alla ricerca di una casa editrice che sposasse i miei valori e alla quale piacesse Harold e ho trovato LifeBooks.

Le prime persone che l'hanno letto hanno riportato ciò che avrei tanto voluto sentire: sono rimasti incantati dalla profondità emotiva dei personaggi. E questo per me è la gratificazione più importante.

13. Come è possibile seguire la sua attività editoriale sul web?

Le mia attività poliedriche sono riassunte in due parole "Dimensione Eleonora" e racchiudono arte, poesia, scrittura e fotografia.

Tutte le mie attività sono inserite nel mio sito web www.eleonoragiurgevich.com. Sul sito, oltre agli aggiornamenti e ai link per trovare il mio romanzo Harold, ho un negozio dove si possono acquistare le stampe dei miei dipinti, oltre che ai dipinti stessi.

Sono presente sui social: su Instagram come @eleo_giurge e su YouTube come Dimensione Eleonora.

27/03/2026

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