I tempi cambiano e Sanremo cambia giustamente o ingiustamente. Non esistono possibili paragoni tra il festival attuale e quello di tanti anni fa: differenza di stili, di artisti, di tempi e di conduzione. Partendo dala fine Carlo Conti si è rivelato, ancora una volta, un vero signore della televisione italiana. Il suo passaggio di testimone a Di Martino in piena diretta televisiva è sembrato un vero gesto di galanteria non privo di un pizzico di nostalgia. Laura Pausini ha tentato una carta che gli è sfuggita di mano, trovandosi in un ruolo con suo e nella quale non è sembrato, a nostro avviso, molto a suo agio. I figli d'arte hanno invaso il Festival in questa edizione: da Battaglia inaspettatamente in conduzione all'Arena Suzuki ( con tanto di Pooh ospiti della serata finale ) fino a Elettra Lamborghini ( il cognome gia dice tutto ) , Pietro Tredici ( figlio di Gianni Morandi ) e LDA ( figlio di Gigi D'Alessio ) . Certamente un po troppo per una unica edizione.
Ma a parte qualche piccola problema, la vera questione è quella dei brani, spesso poco incisivi, moderni ma non troppo, pensati ma non molto, popolari ma fino in fondo. Insomma un parterre di sconosciuti che improvvisamente diventano Big della musica italiana e salgono sul palco di Sanremo da Big ! Questo è il fulcro del discorso. Se i giovani emergenti diventano improvvisamente Big chi sono i veri Big di Sanremo? Quelli che decidono di fare gli ospiti??
01/03/2026







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