Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti. Cliccando su “Accetta”, proseguendo la navigazione, accedendo ad un’area del sito o selezionando un qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta

Navigazione contenuti

Contenuti del sito

GIBELLINA, CAPITALE DELL’ARTE CONTEMPORANEA

Immagine dell'articolo

Gibellina è la prima Capitale italiana dell’arte contemporanea. Un titolo dal forte valore simbolico, che intreccia memoria e futuro, e che viene inaugurato nell’anniversario del terremoto del Belìce, la ferita che nel 1968 distrusse il paese e ne segnò per sempre l’identità. Ricostruita ex novo, Gibellina diventa ora per un intero anno il centro di un progetto culturale nazionale dedicato alla creatività contemporanea.

Il programma di apertura si è svolto alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha sottolineato come Gibellina rappresenti “un unicum nel panorama italiano ed europeo”: una città pensata e costruita come opera collettiva, in cui architettura, urbanistica e arte dialogano in modo permanente con il territorio.

La nuova Gibellina nasce infatti dall’intuizione di Ludovico Corrao, che dopo il sisma chiamò artisti e architetti di fama internazionale a immaginare una città diversa, capace di trasformare la tragedia in sperimentazione. Da Alberto Burri, con il monumentale Cretto che copre le rovine della vecchia città, a Pietro Consagra, Franco Purini, Alessandro Mendini, Gibellina si è progressivamente affermata come un museo a cielo aperto, dove l’arte non è ornamento ma struttura.

Essere Capitale italiana dell’arte contemporanea significa ora dare continuità a quella visione. Per tutto l’anno sono previsti mostre, installazioni, residenze artistiche, performance e incontri, con il coinvolgimento di artisti italiani e internazionali, curatori, critici e istituzioni culturali. Un calendario che non punta solo alla celebrazione, ma alla produzione di nuove opere e nuovi sguardi.

La scelta di far partire gli eventi nell’anniversario del terremoto del Belìce rafforza il legame tra storia e presente. Gibellina non cancella il trauma, ma lo sublima in linguaggio artistico, facendo dell’arte uno strumento di memoria attiva e di rigenerazione.

In un panorama in cui le capitali culturali sono spesso città d’arte già consolidate, Gibellina propone un modello alternativo: periferico, radicale, profondamente contemporaneo. Una capitale che non nasce dal passato glorioso, ma da una ricostruzione consapevole, e che oggi si offre come laboratorio permanente su cosa possa essere l’arte nello spazio pubblico.

Per il mondo dell’arte, Gibellina non è solo un luogo da visitare, ma un’esperienza da attraversare. Un territorio in cui la contemporaneità non è una moda, ma una necessità nata dalle macerie e trasformata in visione.

15/01/2026

Inserisci un commento

Nessun commento presente

Ultimissime

15 GEN 2026

ADDIO A FRANCESCO GURRIERI

Maestro del restauro e della conservazione

15 GEN 2026

GIBELLINA, CAPITALE DELL’ARTE CONTEMPORANEA

La rinascita creativa nel segno del Belìce

12 GEN 2026

COLLEZIONARE IL PRESENTE

Il MiC investe sull’arte contemporanea nei musei statali

12 GEN 2026

CINQUANT’ANNI SENZA AGATHA CHRISTIE

L’arte del mistero che ha cambiato la letteratura

09 GEN 2026

MADONNA CANTA IN ITALIANO E RISCRIVE UN’ICONA POP

La Bambola rinasce per Dolce & Gabbana

09 GEN 2026

UN OPERA DI PAZIENZA SCAMPATO ALLA DISCARICA

L'opera ritrovata e il mistero della proprietà