Si è spenta nelle prime ore del mattino a Roma Enrica Bonaccorti, figura raffinata e poliedrica dello spettacolo italiano, protagonista per oltre quattro decenni tra televisione, radio, teatro, cinema e scrittura. Aveva 76 anni ed era ricoverata in una clinica della capitale, dove le complicazioni di un tumore al pancreas, diagnosticato meno di un anno fa, hanno segnato l’epilogo di una lunga carriera segnata da talento, discrezione e profonda sensibilità artistica.
Il funerale si terrà sabato a Roma nella Chiesa degli Artisti, luogo simbolico per il mondo della cultura italiana, dove alle 15 amici, colleghi e ammiratori potranno dare l’ultimo saluto a una donna che ha incarnato una stagione significativa della televisione e dell’intrattenimento nazionale.
Un talento che attraversa linguaggi e generazioni
Con il suo charme naturale e uno stile sempre misurato, Bonaccorti ha rappresentato un modello raro di artista capace di attraversare diversi linguaggi senza mai perdere autenticità. Conduttrice televisiva e radiofonica, attrice, scrittrice e autrice di testi musicali, ha lasciato un segno profondo nella cultura popolare italiana.
Tra le sue collaborazioni più celebri spicca quella con Domenico Modugno, di cui fu allieva e protetta artistica. Proprio per lui scrisse il testo di La lontananza, una delle canzoni più intense della musica italiana del Novecento, diventata negli anni una sorta di manifesto poetico della nostalgia e della memoria.
La televisione come spazio di dialogo
Il grande pubblico la scoprì alla fine degli anni Settanta, quando entrò in Rai con la trasmissione Sesso Forte. La consacrazione arrivò negli anni Ottanta con Italia Sera, programma che contribuì a ridefinire il racconto televisivo dell’attualità e della società italiana.
Il suo stile, lontano dagli eccessi della spettacolarizzazione televisiva, si fondava su un rapporto diretto e rispettoso con il pubblico. Un tratto che emerse con particolare evidenza quando raccolse l’eredità di Raffaella Carrà alla guida del programma Pronto, Raffaella?, proseguendo poi con il grande successo di Pronto, chi gioca?.
Negli anni Novanta ampliò ulteriormente il suo raggio d’azione approdando alla radio pubblica e conducendo anche la prima edizione di Non è la Rai, dimostrando ancora una volta la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti del panorama mediatico.
L’ultimo anno e il coraggio della condivisione
Dopo la diagnosi della malattia, Bonaccorti aveva scelto inizialmente il silenzio, ritirandosi dalla scena per alcuni mesi. In seguito aveva deciso di raccontare il proprio percorso, condividendo la malattia con il pubblico attraverso i social e alcune apparizioni televisive.
La sua ultima presenza in televisione risale al 12 febbraio 2026, ospite di Caterina Balivo nel programma La volta buona su Rai 1. In quell’occasione parlò con serenità della propria vita e dell’amata figlia Verdiana, ricordando con orgoglio di essere diventata madre a 24 anni e di aver cresciuto la figlia con il sostegno della madre Titti.
Il ricordo del mondo dello spettacolo
La scomparsa di Bonaccorti ha suscitato un’ondata di commozione nel mondo dello spettacolo. Mara Venier, tra le prime a ricordarla, ha affidato ai social un messaggio semplice e struggente: “Enrica mia, sarai sempre con me”.
Anche Renato Zero, legato a lei da una lunga amicizia e da un amore giovanile, le aveva dedicato pochi mesi fa un abbraccio diventato virale durante un concerto. Messaggi di cordoglio sono arrivati anche da Antonella Clerici, Simona Ventura, Catena Fiorello, Pino Strabioli e Rosario Fiorello, che nella sua trasmissione radiofonica ha aperto la puntata cantando proprio La lontananza.
L’ultima eredità: la scrittura
Negli ultimi anni Bonaccorti aveva riscoperto con intensità la scrittura. Lo aveva raccontato lei stessa nella sua ultima intervista televisiva: “Sto scrivendo la mia autobiografia, scrivere mi riempie la vita in un modo meraviglioso”.
Tra le sue pubblicazioni più recenti figura Nove novelle senza lieto fine, una raccolta di poesie, ballate e aforismi pubblicata da Baldini+Castoldi. Nelle sue pagine emerge una riflessione profonda sulla fragilità e sul tempo, con versi che oggi suonano come un congedo poetico.
Con la scomparsa di Enrica Bonaccorti, come ha sottolineato la Rai nel suo ricordo ufficiale, “se ne va un’ampia pagina della televisione italiana”. Rimane però il segno di una personalità artistica capace di coniugare cultura popolare e sensibilità letteraria, eleganza e empatia, lasciando dietro di sé una traccia discreta ma duratura nella storia dello spettacolo italiano.
13/03/2026








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