Colpo nella residenza sabauda alle porte di Torino: rubati preziosi orologi da taschino inglesi e francesi, realizzati in oro e smalto, per un valore stimato di 150mila euro. I sistemi di sicurezza erano attivi. Indagano i Carabinieri e il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.
Un furto che colpisce non soltanto per il valore economico della refurtiva, ma anche per la perdita di testimonianze preziose dell'arte orologiera europea del Settecento. La Reggia di Venaria Reale, una delle più importanti residenze sabaude e tra i simboli del patrimonio storico-artistico piemontese, è stata teatro di un'incursione durante la quale sono stati sottratti 26 orologi da taschino, per un valore complessivo stimato in circa 150mila euro.
I preziosi manufatti, di produzione inglese e francese, erano custoditi in una teca antisfondamento nella Camera d'Udienza del Duca di Savoia, lungo il percorso di visita del Piano Nobile. Un ambiente di grande suggestione, caratterizzato da stucchi, decorazioni dorate e affreschi, situato dopo la celebre Galleria Grande progettata dall'architetto Filippo Juvarra.
Orologi in oro e smalto: capolavori dell'artigianato europeo
Gli oggetti sottratti rappresentano una testimonianza della raffinatezza raggiunta dall'arte orologiera nel XVIII secolo. Gli orologi da taschino, realizzati in oro e smalto, univano la precisione dei meccanismi alla ricercatezza delle decorazioni, trasformando strumenti destinati alla misurazione del tempo in veri e propri oggetti di prestigio.
Nel Settecento, le manifatture inglesi e francesi erano tra le protagoniste dello sviluppo dell'orologeria europea. Le loro creazioni si distinguevano per la qualità tecnica, la cura dei dettagli e l'impiego di materiali preziosi, destinati a una committenza aristocratica e borghese facoltosa.
La sottrazione dei 26 esemplari priva temporaneamente il pubblico di una parte significativa della raccolta esposta alla Reggia. Al di là della valutazione assicurativa, il valore culturale di questi manufatti risiede nella loro capacità di raccontare il gusto, le competenze artigianali e le abitudini di un'epoca.
Il colpo nonostante allarmi e vigilanza
L'aspetto più inquietante della vicenda riguarda le modalità dell'incursione. Secondo le prime ricostruzioni, almeno tre persone, con il volto e il corpo coperti, sarebbero entrate in azione poco dopo le due di notte. Le telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso l'intera sequenza, e le immagini sono ora al vaglio degli investigatori.
Il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude ha precisato che i sistemi di sicurezza erano attivi e funzionanti al momento del furto. Anche l'impianto di allarme risultava regolarmente sottoposto a manutenzione e a controlli periodici, mentre il servizio di vigilanza armata era affidato all'istituto Allsystems.
Resta quindi da chiarire come i responsabili siano riusciti a sottrarre gli orologi dalla teca protetta e ad allontanarsi dalla Reggia. Tra le ipotesi investigative figurano un possibile sopralluogo preventivo e l'eventualità di un furto su commissione, circostanze che, al momento, non risultano accertate.
La donazione del 2012 e il valore della collezione
Gli orologi appartengono al patrimonio del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e facevano parte di una raccolta donata nel 2012 dagli eredi di Giorgio Accornero. La collezione comprendeva anche 24 tabacchiere d'epoca, che non risultano coinvolte nel furto.
I beni sottratti erano assicurati, ma la copertura economica non può compensare interamente la perdita culturale che un simile episodio comporta. Gli oggetti storici custoditi nei musei non sono soltanto beni materiali: costituiscono documenti del passato, capaci di testimoniare tecniche produttive, evoluzioni del gusto e relazioni tra arte, società e potere.
La vicenda riporta inoltre al centro dell'attenzione il tema della sicurezza dei musei e delle residenze storiche, chiamati a conciliare la tutela delle opere con la necessità di renderle accessibili ai visitatori.
Indagini in corso per recuperare i beni rubati
Sul furto indagano i Carabinieri del comando territoriale e il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, impegnati a ricostruire la dinamica dell'accaduto, identificare i responsabili e recuperare la refurtiva. Il Consorzio ha assicurato la propria piena collaborazione con le forze dell'ordine.
Il recupero degli orologi rappresenta ora la priorità, anche per evitare che manufatti di interesse storico e artistico possano essere dispersi o immessi nel mercato illecito. Le indagini dovranno chiarire le modalità del colpo e le eventuali responsabilità, mentre resta aperta la questione delle misure necessarie a proteggere un patrimonio che appartiene alla memoria collettiva.
Il furto alla Reggia di Venaria non è dunque soltanto un episodio di cronaca giudiziaria: è anche un richiamo all'importanza della salvaguardia dei beni culturali, testimonianze irripetibili di una storia
20/10/2026







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