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RITROVATO UN MANOSCRITTO AUTOGRAFO DI VINCENZO MONTI

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Identificato e autenticato per la prima volta il manoscritto degli “Sciolti a Sigismondo Chigi”. La scoperta è di Marco Capriotti, ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e offre nuove prospettive sul rapporto tra Monti, Foscolo e Leopardi.

Un documento inedito torna a illuminare una pagina importante della letteratura italiana tra Settecento e Ottocento. È stato identificato e autenticato per la prima volta un manoscritto autografo di Vincenzo Monti, uno dei protagonisti della cultura letteraria del suo tempo. Il testo riguarda gli Sciolti a Sigismondo Chigi, componimento che si inserisce nella produzione di un poeta capace di influenzare autori fondamentali come Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi.

La scoperta è frutto del lavoro di Marco Capriotti, ricercatore del Centro di ricerca sulle Digital Humanities – DHMoRe dell’Università di Modena e Reggio Emilia, diretto dal professor Matteo Al Kalak. Il ritrovamento rappresenta un contributo significativo agli studi filologici e alla ricostruzione della storia della poesia italiana, aprendo nuove possibilità di approfondimento sull’opera e sul percorso creativo di Monti.

Vincenzo Monti, protagonista di una stagione di trasformazioni culturali

Nato nel 1754 e morto nel 1828, Vincenzo Monti attraversò una fase di profondi cambiamenti nella cultura europea. La sua produzione poetica si colloca nel passaggio tra la tradizione classicista, fondata sul recupero dei modelli dell’antichità, e le nuove sensibilità che avrebbero accompagnato l’affermazione del Romanticismo.

La sua scrittura, caratterizzata da una notevole ricchezza linguistica e da una solida conoscenza della tradizione classica, contribuì a definire il panorama letterario italiano tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento.

L’influenza esercitata da Monti su Foscolo e Leopardi rende particolarmente interessante il ritrovamento del manoscritto. Studiare direttamente un documento autografo permette infatti di approfondire non soltanto il testo poetico, ma anche le modalità attraverso cui le idee, le forme espressive e i modelli letterari circolavano tra gli intellettuali dell’epoca.

Gli “Sciolti a Sigismondo Chigi”: il valore di un documento originale

L’identificazione del manoscritto offre agli studiosi una nuova testimonianza diretta dell’attività letteraria di Monti. Un autografo può conservare elementi utili a comprendere la genesi di un’opera, le scelte linguistiche dell’autore e il rapporto tra la prima elaborazione del testo e la sua eventuale diffusione.

Nel caso degli Sciolti a Sigismondo Chigi, la disponibilità di un documento riconosciuto come autografo assume particolare rilievo per gli studi sulla poesia montiana e sul contesto culturale nel quale essa maturò.

La scoperta invita inoltre a osservare più da vicino i legami tra gli autori, le forme di circolazione dei testi e i processi attraverso cui le generazioni successive recepirono e rielaborarono i modelli poetici precedenti.

La ricerca umanistica tra filologia e nuove prospettive digitali

Il lavoro condotto da Marco Capriotti si inserisce nell’ambito della ricerca umanistica, dove l’identificazione e l’autenticazione dei documenti costituiscono passaggi fondamentali per ricostruire la storia delle opere letterarie.

Il coinvolgimento del Centro DHMoRe testimonia anche l’importanza degli studi interdisciplinari, nei quali le competenze filologiche e storico-letterarie dialogano con le nuove metodologie di ricerca e con gli strumenti delle Digital Humanities.

I risultati dell’indagine saranno presentati in un articolo scientifico, la cui pubblicazione è prevista all’inizio del 2027. Sarà questa l’occasione per conoscere nel dettaglio gli elementi che hanno permesso di identificare e autenticare il manoscritto e per valutarne pienamente il contributo agli studi su Monti.

Il ritrovamento conferma quanto il patrimonio documentario possa ancora riservare scoperte capaci di rinnovare la conoscenza dei grandi autori. Anche un singolo manoscritto, infatti, può offrire nuove chiavi di lettura della storia letteraria e restituire uno sguardo più ravvicinato sul lavoro creativo di un poeta che ha lasciato un’impronta importante nella cultura italiana.

20/10/2026

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