Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti. Cliccando su “Accetta”, proseguendo la navigazione, accedendo ad un’area del sito o selezionando un qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta

Navigazione contenuti

Contenuti del sito

BALAZAS BERZSENYI: "INEVITABILE RIVOLUZIONE"

Immagine dell'articolo

Il potere senza tempo e senza storia è l’oggetto di indagine della installazione Inevitabile rivoluzione che Balàzs Berzsenyi allestisce disponendo in campo oltre venti elementi. Un lavoro che misura diversi metri, dalla natura complessa e dai molteplici significati simbolici; dai rimandi stratificati che si articolano intorno a una macchina magnificente che invade lo spazio – e la mente dello spettatore – con la forza della sua monumentalità suggestiva e la potenza di un gioco cromatico teso a esaltare il valore visionario della composizione.
 
Un’opera sorprendente, a metà strada tra il gioco di prestigio e la visione fantasmatica, uno spaccato di storia senza tempo né geografia dove si ripropone uguale a se stesso il destino umano fatto di uomini potenti e masse anonime e succubi, rese cieche dal gioco immaginifico e rituale della rappresentazione.
 
Ori come apparati antichi, cesellati da abilissimi mastri di corte, e riti lontani, dalle origini misteriose e imperscrutabili invadono la scena di questa allegoria del potere, una sfilata lenta ma incalzante di uomini solo apparentemente uguali, ma differenti per rango e consapevolezza: un carro che procede dalla notte dei tempi e che ha le sembianze di una processione sacra sotto la quale si maschera l’illusione collettiva di giustizia e magnanimità di chi governa.
 
Berzsenyi è uno scultore dal mestiere antico e cristallino; ha la forza del mago nel cesellare le superfici con una dedizione sapiente e inarrivabile, la potenza del demiurgo nel plasmare il metallo, piegarlo in fogge articolate e inattese; e, da ungherese quale è, oriente di confine, cavalcavia di religioni e culture, Berzsenyi racconta il mondo attraverso le fiabe, che, di norma, non hanno età ma garantiscono un lieto fine. In questo caso, una favola e una messa in scena, dove oltre alla suggestione domina un possesso impressionante delle tecniche scultoree, capaci di far interagire e tenere insieme in un unico complesso organismo, materiali nobili e antichi, materie industriali, residui tecnologici e detriti, sia tecnici che umani.
 
In questa allegoria viva, quasi una traduzione in metallo degli antichi tableaux vivants, lo scultore coniuga decorativismo e solennità e ci narra una parabola umana affidandosi alla forza abbagliante della persuasione che alla sacra e pagana rappresentazione unisce una musica onirica e un assetto epico: in questo spazio senza coordinate, la tradizione, nel punto più alto della sua manifestazione, incrocia la modernità e si rinnova narrando una verità universale che va al di là di ogni spazio e di ogni tempo.

03/05/2019

Inserisci un commento

Nessun commento presente

Ultimissime

26 MAR 2026

PAUL MCCARTNEY TORNA ALLE ORIGINI

In arrivo “The Boys of Dungeon Lane”, il suo album più personale

26 MAR 2026

LA SCALA RIPARTE DA VERDI

“Otello” inaugura la stagione e vola in Asia

23 MAR 2026

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA, 540MILA VISITATORI

L’arte (ri)conquista gli italiani

23 MAR 2026

MILANO ART WEEK, DIECI ANNI DA PROTAGONISTA

la città si conferma capitale dell’arte contemporanea

20 MAR 2026

SI DELINEA LA GRIGLIA GLOBALE IN VISTA DELL’APERTURA DELLA BAGGER WORLD CUP AD AUSTIN, TEXAS

Team confermati per la stagione 2026

19 MAR 2026

MERYL STREEP E IL VALORE DELLA MEMORIA

Oltre 10 milioni di dollari per il Museo Nazionale della Storia delle Donne