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MIART FESTEGGIA 30 ANNI GUARDANDO AL JAZZ

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Sarà il jazz, con la sua capacità di tenere insieme rigore e libertà, memoria e sperimentazione, a fare da bussola alla trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Fiera Milano. Dal 17 al 19 aprile, 160 gallerie provenienti da 24 Paesi daranno vita a un’edizione che si annuncia come una riflessione corale sul fare arte oggi, nel segno dell’improvvisazione e del dialogo tra linguaggi.

Il titolo scelto, New Directions, rende omaggio all’omonimo album del 1963 di John Coltrane, nel centenario della nascita del grande musicista statunitense. Un riferimento non solo simbolico: come nel jazz, anche a miart l’opera nasce spesso dall’ascolto reciproco, dall’interazione e dalla capacità di aprire strade inattese.

«L’arte è uno dei percorsi scelti da Fiera Milano per continuare la propria strategia», ha sottolineato Roberto Foresti, vicedirettore generale di Fiera Milano, ricordando come il mercato dell’arte, oggi valutato 112 miliardi di euro e in crescita, rappresenti un settore centrale non solo dal punto di vista culturale ma anche economico e occupazionale. Una dichiarazione che conferma la volontà di mettere la cultura al centro, come motore di sviluppo e visione.

I progetti espositivi attraverseranno oltre un secolo di storia dell’arte, dai maestri del primo e secondo Novecento fino alle ricerche più sperimentali. Tre le sezioni della fiera, tra cui Emergent, che ospiterà 29 gallerie internazionali, molte delle quali alla loro prima partecipazione, offrendo uno sguardo sulle nuove geografie della creatività contemporanea.

Tra le novità spicca un progetto speciale dedicato all’immagine in movimento, realizzato in collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival, a conferma dell’attenzione di miart per i linguaggi ibridi. Tornano inoltre i premi e la Sz Sugar miart commission, sviluppata con Sz Sugar e Cam Sugar, che quest’anno invita le gallerie a confrontarsi con due opere chiave del 1960: Audace colpo dei soliti ignoti di Piero Umiliani, con la partecipazione di Chet Baker, e Invenzione su una voce per nastro magnetico di Bruno Maderna. Materiali sonori da rielaborare e trasformare in nuove produzioni artistiche, in un dialogo serrato tra musica e arti visive.

Confermate le collaborazioni con il Gruppo Intesa Sanpaolo come main partner e con ICE – Agenzia per la promozione all’estero, mentre cambia la cornice: miart si sposta nella nuova South Wing di Allianz MiCo, affacciata su CityLife. Ma come da tradizione, l’evento non resterà confinato in fiera. Dal 13 al 19 aprile, l’intera città sarà attraversata dalla Milano Art Week, con un fitto calendario di mostre, installazioni, opening ed eventi.

A trent’anni dalla sua nascita, miart sceglie dunque di celebrare il proprio anniversario come farebbe un jazzista: tornando alle radici per spingersi oltre, alla ricerca di nuove direzioni.

19/01/2026

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