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FRANCESCHINI ABOLISCE LA CENSURA CINEMATOGRAFICA

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La censura è decisamente antica e nel corso della storia, sono  innumerevoli le opere che sono state giudicate immorali, offensive o pericolose, e per questo censurate, vietandone la pubblicazione, tagliandone delle parti o addirittura venendo distrutte.

Anche se la prima vera legge sulla censura, fu emanata nel 1913, non significa che prima lo Stato non si riservasse il diritto di intervenire sulle tante forme d’arte come, per esempio quelle letterarie e cinematografiche. Seppur rispetto agli anni Trenta in cui vigeva una censura totale, si è arrivati all’attuale più morigerata con tagli mirati, gli artisti hanno chiesto ripetutamente che venisse annullata, in quanto considerata un limite dell’espressione artistica.

Dario Franceschini il ministro della Cultura, in queste ore ha comunicato di aver abolito la censura cinematografica. Il nuovo decreto ha annullato il divieto assoluto delle pellicole di essere proiettate in pubblico e l’obbligo di tagli e rimaneggiamenti se non ritenute conformi.

Da oggi, sarà compito dei distributori o dei produttori classificare i film in uscita per determinare le categorie più adatte ad ogni fascia di età, nel rispetto della sensibilità e della dignità, mentre una Commissione composta da quarantanove esperti, avrà il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche.

 

06/04/2021

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