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INTERVISTIAMO ANDREA MONTEMURRO PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MUSICISTI

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Le nuove restrizioni, il green pass, gli aiuti di stato mai arrivati. Questo è' molto altro rappresentano la situazione attuale della musica italiana e del suo indotto. Ne parliamo con Andrea Montemurro presidente dell'Associazione Nazionale Musicisti.

Presidente, il problema Covid ogni estate sembra quasi scomparire per poi riapparire improvvisamente i primi di settembre, ma come vivono questi mesi gli operatori della musica italiana? 

La situazione è' tutt'altro che rosea, alle tante parole non hanno fatto seguito fatti concreti, la musica continua ad essere in difficoltà oggi come ieri, il problema reale e' collocare i musicisti all'interno di una categoria ben delineata che possa far valere le proprie ragioni nelle sedi istituzionali.

Quali sono le previsioni nel prossimo futuro?

Ad oggi le previsioni sono tutt'altro che rosee, anzi oserei dire funeste. La musica risente da troppo tempo di una colossale perdita di identità' e l'aggravarsi della pandemia non ha fatto che continuare a posticipare il lavoro principale che e' rappresentato dalle serate ed in particolare dalle serate estive.

Dal vinile al Cd ed ora alla musica digitale, quale futuro per la musica italiana?

Il vinile rappresentava la possibilita' di acquistare una piccola parte di qualcosa che ritenevamo piacevole e portarla a casa quindi possederla fisicamente. Questo rafforzava l'idea di possesso e avvicinava l'artista al cliente finale. Il cd ha rappresentato un salto in avanti molto importante spostando l'attenzione non piu' sul singolo brano, come accadeva in passato, ma su un insieme di brani che venivano inseriti nel supporto appunto Compact Disc e quindi lasciavano conoscere l'artista nella sua totalità'. La Musica Digitale rappresenta una fruizione troppo rapida che quindi tende a far percepire la musica unicamente come svago, spesso gratuito, ma soprattutto di rapida consumazione e quindi i brani si susseguono a ritmi incessanti e chi era all'apice del successo poche settimane prima diviene subito obsoleto agli occhi degli utenti specialmente dei giovani e giovanissimi. Difficile in questo clima riuscire a programmare e soprattutto ad investire economie.

Quale augurio per il futuro?

Mi auguro che si possa arrivare alla definizione di un albo in cui accogliere finalmente chi vive di musica e dedicare a questi operatori la tutela necessaria per svolgere il proprio lavoro in serenita'. 

Presidente, un augurio ai giovani che vogliono fare musica e credono nella musica?

Credo che la musica sia un richiamo troppo forte per ignorarlo, il mio augurio e' quello di creare nuovi spazi per esibirsi, nuove idee e nuove contaminazioni. La musica e' di tutti fuori dal genere e fuori dagli schermi.

 

07/08/2021

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