CIVIDALE DEL FRIULI – Un atto vandalico che riapre ferite profonde della memoria nazionale e interroga ancora una volta il rapporto tra storia, spazio pubblico e responsabilità civile. Il monumento dedicato a Norma Cossetto, Medaglia d’Oro al Merito Civile e simbolo della tragedia delle foibe, è stato vandalizzato nei giorni scorsi a Cividale del Friuli.
A commentare l’accaduto è stato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha parlato di «un’ulteriore dimostrazione di inciviltà» e di «uno sfregio inverecondo alla memoria di una donna italiana», ricordando come la figura di Cossetto rappresenti una delle pagine più drammatiche del Novecento italiano. Parole dure, pronunciate a caldo dopo aver appreso la notizia, che collocano l’episodio non solo sul piano del danneggiamento materiale, ma su quello simbolico e culturale.
Il monumento, inserito nel tessuto urbano come luogo di ricordo e riflessione, non è soltanto un segno commemorativo: è uno spazio di memoria condivisa, che richiama la violenza delle foibe e il sacrificio di una giovane donna divenuta emblema di una tragedia collettiva. La sua vandalizzazione assume quindi un significato che va oltre il gesto isolato, toccando il tema della tutela dei luoghi della memoria e del rispetto dovuto alle vittime della storia.
In un momento in cui il dibattito pubblico sul passato del confine orientale resta complesso e spesso divisivo, l’atto vandalico solleva interrogativi urgenti sul ruolo dei monumenti nella società contemporanea: non semplici oggetti del paesaggio urbano, ma strumenti civili, chiamati a custodire e trasmettere una memoria difficile. La loro violazione, come sottolineato dal Ministro, diventa così un’offesa che investe l’intera comunità nazionale, chiamata a vigilare sulla propria storia e sui valori che essa rappresenta.
15/02/2026







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