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IL CALENDARIO PIRELLI 2026

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Nel 2026 il Calendario Pirelli torna a parlare con la forza silenziosa che solo le immagini d’autore possiedono. E lo fa scegliendo un terreno complesso e urgentissimo: la relazione tra natura e tecnologia, ma anche—e soprattutto—la rappresentazione dell’età nel corpo femminile. Affidato al fotografo e regista norvegese Solve Sundsbo, The Cal di quest’anno si rivela un’opera sospesa “tra l’origine e il futuro”, come lui stesso la definisce, capace di tenere insieme la dimensione primordiale dei quattro elementi e la costruzione artificiale dello studio fotografico contemporaneo.

La magia artificiale degli elementi

Presentato a Praga, nella splendida Municipal House affacciata sulla Moldava, il nuovo Calendario gioca con l’alchimia degli opposti. Sundsbo non ritrae la natura: la ricrea. Terra, aria, fuoco e acqua diventano scenografie simboliche, ambienti sintetici costruiti tra Londra e New York grazie a 3D, intelligenza artificiale e tecnologie immersive. “Sono strumenti”, avverte il fotografo. “Dipende da come li usi per restituire ciò che non si può toccare: energia, vento, luce, etere.” In questo tentativo di rendere visibile l’intangibile risiede la vera poesia del progetto.

Per Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli, è proprio questo equilibrio a rendere il Calendario “magico come Praga”: la capacità di parlare del mondo com’è, senza dimenticare come era e—forse—come potrebbe essere.

Ventidue donne che cambiano il tempo

Se le invenzioni visive costituiscono il linguaggio del progetto, è il cast a dargli senso politico. Ventidue donne mature, ognuna con una storia professionale e personale densa, forte, non addomesticabile. Una scelta che sfida apertamente stereotipi e ironie, comprese quelle—prevedibili e superficiali—che hanno definito questa edizione “il calendario delle milf”.

In realtà, è esattamente l’opposto: il Calendario Pirelli 2026 diventa un campo di tensione dove la fotografia smette di essere un dispositivo che “fissa” la giovinezza e si trasforma in un luogo che la ripensa.

Il cast spazia dalla complessità magnetica di Tilda Swinton alla statura imponente di Gwendoline Christie, dall’esperienza e dalla grazia di Isabella Rossellini (73 anni) alla potenza atletica di Venus Williams, fino al volto iconico di Eva Herzigova, simbolo degli anni ’90, tornata trent’anni dopo la sua prima apparizione nel calendario.

C’è anche l’Italia, con una Luisa Ranieri che interpreta il vento “nelle sue forme più dolci e in quelle più tempestose”, come lei stessa racconta. E una Irina Shayk che, alle soglie dei quarant’anni, gioca con l’ironia: “Non sono i nuovi 20?”, dice ridendo, mentre custodisce il segreto del suo prossimo “dream project”.

“Un vento che cambia”

Le testimonianze delle protagoniste raccontano un clima diverso, finalmente più aperto. Eva Herzigova sottolinea come il settore stia facendo “passi avanti” e come la scelta di donne con vite piene, ambizioni e responsabilità familiari renda questo progetto profondamente attuale. Irina Shayk parla invece di “bellezza interiore” ed empowerment, ribadendo un nuovo paradigma estetico che non separa il corpo dalla storia che porta con sé.

Qualcuno chiede se questo sia davvero “un vento che cambia”. Herzigova risponde senza esitazioni: sì, è cambiato. E forse questo Calendario Pirelli vuole proprio intercettare questo nuovo soffio, restituendo alle immagini un ruolo trasformativo.

Oltre l’immagine, la rivoluzione possibile

È rischioso caricare un oggetto di culto come il Calendario Pirelli di un significato sociale tanto esplicito? Forse. Eppure Sundsbo non ha paura di confessare la sua ambizione: “La mia speranza è che sia rivoluzionario”.

In un mondo che continua a presentare la giovinezza come unico tempo possibile della bellezza, The Cal 2026 pone invece una domanda semplice e disarmante: cosa accade quando lasciamo che la bellezza maturi?

La risposta sta nelle sue immagini—nelle loro luci artificiali, nelle atmosfere sospese, nei corpi che sfidano l’ageismo e lo superano con naturalezza. Una rivoluzione silenziosa, ma già in atto.

14/11/2025

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