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LONDRA CELEBRA I BEATLES

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Ci sono luoghi che appartengono alla storia della musica e altri che, con il tempo, diventano veri e propri spazi della memoria collettiva. Il numero 3 di Savile Row, nel cuore di Londra, appartiene a entrambe le categorie. Ed è proprio qui che nel 2027 aprirà il primo museo ufficiale dedicato ai Beatles, un progetto destinato a trasformare uno degli indirizzi più iconici del rock in una nuova meta culturale internazionale.

L’annuncio è arrivato da Paul McCartney e Ringo Starr, gli ultimi due Fab Four ancora in vita, che hanno definito il museo “un ritorno a casa”. La scelta della sede non è casuale: l’edificio georgiano di Savile Row fu il quartier generale della band tra il 1968 e il 1972 e custodisce alcuni dei momenti più simbolici della loro storia artistica.

Nel seminterrato del palazzo venne registrato Let It Be, mentre sul celebre tetto si svolse il 30 gennaio 1969 l’ultima esibizione live dei Beatles al completo con John Lennon e George Harrison: quarantadue minuti entrati nella leggenda, trasformati negli anni in una delle immagini più potenti dell’immaginario pop contemporaneo.

Il museo, intitolato The Beatles at 3 Savile Row, si svilupperà su sette livelli e unirà dimensione archivistica ed esperienza immersiva. I visitatori potranno accedere a materiali inediti, mostre temporanee, cimeli originali e una ricostruzione dello studio di registrazione. Sarà inoltre possibile salire sul tetto del famoso rooftop concert, osservando Londra dalla stessa prospettiva dei Beatles in uno dei loro ultimi momenti pubblici insieme.

McCartney, intervistato dalla BBC, ha sottolineato come il progetto colmi un vuoto nella geografia culturale britannica: “I turisti possono andare ad Abbey Road, ma non possono entrare”. Un riferimento inevitabile a Abbey Road, la cui copertina sulle strisce pedonali è diventata una delle immagini più riconoscibili del Novecento musicale. Per il musicista, tornare recentemente a Savile Row è stato “un viaggio tra ricordi preziosi”, mentre Starr ha descritto l’esperienza come “tornare a casa”.

L’apertura del museo rappresenta anche una riflessione più ampia sul rapporto tra arte, memoria e patrimonio culturale. Se Liverpool custodisce già spazi dedicati alla band, nessuno possiede il marchio ufficiale della Apple Corps, la storica società dei Beatles. È Londra, città della consacrazione artistica e della rivoluzione culturale degli anni Sessanta, a ricevere ora il sigillo definitivo della loro eredità.

Colpisce inoltre come McCartney e Starr, rispettivamente 83 e 85 anni, continuino a produrre nuova musica mentre lavorano alla conservazione della propria storia artistica. Il nuovo album di Ringo Starr, Long Long Road, ha recentemente conquistato le classifiche country britanniche, mentre McCartney pubblicherà a fine maggio The Boys of Dungeon Lane. Nel frattempo è già uscito Home to Us, il primo vero duetto tra i due musicisti.

Più che un semplice museo celebrativo, The Beatles at 3 Savile Row promette di diventare uno spazio capace di raccontare come la cultura pop possa trasformarsi in patrimonio storico. Non soltanto nostalgia, dunque, ma la possibilità di attraversare fisicamente il luogo in cui quattro artisti hanno ridefinito il linguaggio della musica contemporanea.

11/05/2026

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